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FAQ sul Diritto d'autore

In questa pagina sono raccolte alcune delle domande più comuni riguardanti vari aspetti del diritto d'autore. Per altri quesiti più specifici si consiglia di contattare direttamente la casa editrice.

Cos’è il diritto d’autore?
Il diritto d'autore è una legge che riconosce particolari diritti a chiunque crei un'opera originale. In Italia il diritto d'autore è regolato dal Codice Civile, libro quinto, titolo IX, capo I, agli articoli 2575-2583 e dalla legge n. 633 del 22 aprile 1941, "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio" (G.U. n. 166 del 16 luglio 1941) e successive modificazioni. In considerazione dei continui sviluppi commerciali e tecnologici, la legge è stata più volte profondamente modificata ed aggiornata. La materia inoltre è stata oggetto di numerosi interventi da parte dell'Unione Europea e di alcuni trattati e convenzioni internazionali. La Legge 633, all'Articolo 1, definisce quali siano le opere sottoposte a tale tutela: “Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”. Sono incluse nella tutela i programmi per computer (software) e le banche dati.

In dettaglio, quali tipologie di opere sono protette?
La legge sul diritto d’autore protegge specificamente le seguenti tipologie di opere:

  • le opere letterarie, musicali, scientifiche, didattiche;
  • le opere e le composizioni musicali, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;
  • le opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la traccia per iscritto o altrimenti;
  • le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;
  • i disegni e le opere dell’architettura;
  • le opere dell’arte cinematografica;
  • le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II della legge 22 aprile 1941, n. 633;
  • i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore; restano esclusi dalla tutela accordata dalla suddetta legge le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma, compresi quelli alla base delle sue interfacce;
  • le banche di dati di cui al secondo comma dell’articolo 1 della legge 22 aprile 1941, n. 633, intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo (la tutela delle banche di dati non si estende al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti esistenti su tale contenuto);
  • le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico;
  • le opere collettive, costituite dalla riunione di opere o di parti di opere, che hanno carattere di creazione autonoma, come risultato della scelta e del coordinamento a un determinato fine letterario, scientifico didattico, religioso, politico od artistico, quali le enciclopedie, i dizionari, le antologie, le riviste e i giornali sono protette come opere originali, indipendentemente e senza pregiudizio dei diritti di autore sulle opere o sulle parti di opere di cui sono composte;
  • senza pregiudizio dei diritti esistenti sull’opera originaria, le elaborazioni di carattere creativo dell’opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua, le trasformazioni da una in altra forma letteraria od artistica , le modificazioni ed aggiunte che costituiscono un rifacimento sostanziale dell’opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non costituenti opera originale.


Che differenza c’è tra opera fotografica e la fotografia?
L’art. 2 punto 7 della legge sul diritto d’autore afferma che sono protetti dal diritto d’autore le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II. Mentre l’art. 87 della legge sul diritto d’autore considera le fotografie le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell'arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche. Non sono comprese le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili.

Citazione e riproduzione di brani?
L’art. 70 della legge sul diritto d’autore dispone testualmente: Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali. Nelle antologie a uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal regolamento, il quale fissa la modalità per la determinazione dell'equo compenso. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull'opera riprodotta.

Le elaborazioni di opere preesistenti sono protette?
Se si modifica un'opera preesistente (ad esempio con restauro, la riduzione teatrale di opera letteraria, la traduzione, ecc.), come si fa a stabilire che questa è un’elaborazione di un'opera originale e non una sua copia ? Il confine non è mai netto, ma in linea generale ci si trova in presenza di elaborazioni di carattere creativo dell’opera dell’ingegno (come tali protette dall’art. 4 LDA) quando queste possiedono a loro volta i caratteri della originalità e novità e non siano invece operazioni meramente meccaniche e pedisseque sull'opera originaria (tipo la traduzione di un manuale di istruzioni per l'uso di un apparecchio elettronico).

Quali opere non sono protette?
Ai sensi dell’art. 5 della legge sul diritto d’autore non sono protetti dal diritto d’autore i testi degli atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni pubbliche sia italiane che straniere.

Il diritto dell'autore sulla sua opera originale comprende due categorie di diritti:

1) i diritti morali, che rientrano nella più ampia categoria dei diritti della personalità indissolubilmente legati all’individuo. Essi sono indisponibili, inalienabili, imprescrittibili, irrinunciabili. La legge ne identifica vari:
  • diritto alla paternità dell’opera, ovvero a essere riconosciuto autore;
  • diritto alla integrità dell’opera, ovvero il diritto a opporsi a modifiche non autorizzate;
  • diritto di correzione delle bozze, ovvero ad avere la possibilità di controllare che la versione definitiva della sua opera corrisponda a quanto da lui creato e non vi siano errori;
  • diritto di ritirare l'opera dal commercio per gravi ragioni morali. In tal caso ha però l'obbligo di indennizzare coloro che hanno acquistati i diritti di riprodurre, diffondere, eseguire, rappresentare o spacciare l'opera medesima.

Alla morte dell’autore il diritto alla paternità e il diritto all’integrità possono essere fatti valere, senza limite di tempo, dal coniuge e dai figli e, in loro mancanza, dai genitori e dagli altri ascendenti e dai discendenti diretti; mancando gli ascendenti e i discendenti, dai fratelli e dalle sorelle e dai loro discendenti. Ognuno di essi può agire senza il consenso degli altri.Si discute se il diritto di inedito, ovvero il diritto a opporsi alla pubblicazione sia un diritto morale, o, come indica la dottrina principale, un diritto economico.
Ricordiamo che questi diritti non scadono mai, e non possono essere ceduti per contratto ad altre persone.

2) i diritti patrimoniali, detti anche diritti di utilizzazione economica dell’opera, sono diritti che si concretano in un beneficio economico per l’autore. Essi sono concepiti come veri e propri diritti di proprietà, implicanti la facoltà di goderne e di disporne in modo esclusivo, per cui si parla di proprietà intellettuale. Tali diritti scadono dopo un determinato periodo di tempo (in genere 70 anni dopo la morte dell'autore) e possono essere trasferiti con forma scritta (ad probationem). I più importanti sono:
  • diritto di pubblicare l'opera;
  • diritto di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo;
  • diritto di riprodurre l’opera in ogni modo e forma;
  • diritto di comunicare al pubblico l’opera, che ha per oggetto l'impiego di uno dei mezzi di diffusione a distanza, quali il telegrafo, il telefono, la radiodiffusione, la televisione ed altri mezzi analoghi;
  • diritto di distribuire l’opera, che ha per oggetto la messa in commercio o in circolazione, o comunque a disposizione, del pubblico, con qualsiasi mezzo ed a qualsiasi titolo;
  • diritto di tradurre l’opera;
  • diritto di elaborare l’opera;
  • diritto di modificare l’opera;
  • diritto di autorizzare il prestito dell’opera.

Chi è il titolare dei diritti d’autore?
Nel caso di un’opera individuale, il titolare del diritto d’autore è, in via originaria, l’autore in quanto creatore dell’opera. Nel caso di miscellanee, i titolari del diritto d’autore sono, in via originaria i curatori dell’opera.Salvo patto contrario, il datore di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del programma per elaboratore o della banca di dati creati dal lavoratore dipendente nell'esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro.

Quando nasce il diritto d’autore?
Il diritto d’autore nasce automaticamente con la creazione dell’opera dell’ingegno.

Cosa si intende per "opera dell'ingegno"?
Ai sensi dell’art. 1 della legge sul diritto d’autore sono protette le opere dell’ingegno, espressioni di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Tuttavia questa elencazione è solo a titolo di esempio, oggi l'unico requisito che si richiede per la protezione è che l'opera sia originale ed espressa in qualunque forma o modo.

Quali sono i requisiti giuridici per la protezione delle opere dell'ingegno?
Originalità e la creatività. L'opera deve rappresentare un qualcosa di innovativo e non meramente ripetitivo rispetto alla realtà preesistente.
Inoltre deve rappresentare una espressione della personalità dell'autore.

Come si applica il diritto d’autore a un’opera?
Non occorre seguire alcuna formalità per ottenere il riconoscimento del diritto d’autore su un’opera. Il diritto d’autore nasce con l’opera stessa all’atto della sua creazione da parte dell’autore, quale particolare espressione del suo lavoro intellettuale. Eventuali obblighi, quali il deposito legale, non si riferiscono ai diritti d'autore.
A volte per ottenere una prova certa per essere riconosciuti autori dell'opera ed evitare plagi (in particolare quando si sottopone l'intera opera a numerosi editori) si effettua, in forma volontaria, il deposito dell'opera presso una sede della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE).

Le idee come tali sono protette dal diritto?
Nel nostro Ordinamento non è garantita una tutela giuridica alle idee, esse sono tutelabili giuridicamente solo quando si sostanziano in un supporto materiale.

In cosa il diritto d’autore è diverso dal copyright?
Il “diritto d’autore” ebbe origine in Francia ai tempi della Rivoluzione Francese con una serie di leggi (1791-1793) ed è diffuso in molti paesi europei, mentre il sistema del “copyright” vige nei paesi anglosassoni derivando dal Copyright Act Inglese del 1710.
Il Copyright è essenzialmente un diritto di riproduzione, mentre il diritto d’autore è definito come un diritto della persona e riguarda il creatore piuttosto che la cosa creata. Il diritto d’autore è al tempo stesso un diritto economico e un diritto morale, mentre il copyright può avere un carattere puramente economico.
In precedenza il copyright richiedeva un deposito obbligatorio per vedersi riconosciuti i diritti economici relativi. La prova di tale deposito era la (c) seguita dal numero di deposito, e dalla dichiarazione All rights reserved. In seguito alla Convenzione di Berna, (testo di Parigi del 1971) il deposito non è più obbligatorio, ma volontario e la protezione dei diritti economici viene riconosciuta a tutte le opere (anche quelle straniere non depositate) purché sia chiara la volontà di avere riservati tali diritti, questa volontà si manifesta apponendo la (c) e la formula All rights reserved, ma senza il numero di deposito. Oggi, con l’Unione Europea, l’editoria elettronica ed Internet le opere possono facilmente essere fruite ed utilizzate in un paese di copyright, pertanto anche sulle opere edite in Italia è consigliabile apporre tale indicazione, se il titolare si vuole riservare i diritti economici. Sempre con la adesione alla Convenzione di Berna anche nei paesi di copyright vengono riconosciuti un minimo di diritto morali.

Che cos'è l’opera di pubblico dominio?
Scaduti i termini per lo sfruttamento economico dell’opera essa si intende di pubblico dominio, e può quindi essere utilizzata liberamente da chiunque, per qualsiasi scopo senza corrispondere compensi per il diritto d’autore o chiedere autorizzazioni.

Quali sono le sanzioni per la violazione del diritto d'autore?
Dipende dal tipo di violazione commessa. La LDA prevede sia sanzioni penali sia mezzi di tutela civile. Le violazioni sono punite severamente, sia con il risarcimento di tutti i danni (civile) sia anche con l'arresto (nei casi più gravi).

Esistono limiti al diritto d'autore?
Si tratta delle utilizzazioni libere disciplinate negli articoli 65 e seguenti della legge sul diritto d’autore. Tali norme autorizzano la libera riproduzione delle opere a certe condizioni, o per il perseguimento di certe finalità, tra cui, ad esempio, gli scopi di critica, di discussione ed anche di insegnamento, purché non costituiscano concorrenza alla utilizzazione economica dell'opera.

In che consiste l’attività della SIAE nell’ambito del diritto d’autore?
La funzione della SIAE consiste nella gestione dei diritti d’autore. La SIAE concede, quindi, le autorizzazioni per l’utilizzazione delle opere protette,
riscuote i compensi per diritto d’autore e ripartisce i proventi che ne derivano.

È obbligatorio aderire alla SIAE?
Non è obbligatorio aderire alla SIAE. L’adesione alla SIAE è libera e volontaria. L’autore può autonomamente decidere di servirsi dell’intermediazione della SIAE per l’amministrazione delle sue opere, o di curare direttamente i propri interessi.

L’autore che aderisca alla SIAE, deve sempre avvalersi della sua intermediazione?
Dal momento in cui l’autore aderisce alla Società, si avvale della sua intermediazione per le utilizzazioni affidate alla sua tutela. Se interpellato direttamente, dovrà indirizzare alla SIAE gli utilizzatori per il rilascio delle autorizzazioni. L’autore non può concedere direttamente le autorizzazioni, non può rinunciare ai diritti e non può accordare riduzioni.

Posso ricevere contributi dell’Università di Firenze per pubblicare la mia ricerca?
Al fine di favorire le pubblicazioni scientifiche, l’art. 70 del “Regolamento per l’amministrazione, la finanza e la contabilità” dell’Università degli Studi di Firenze stabilisce che i singoli consigli delle unità amministrative possono autorizzare la pubblicazione di opere concernenti ricerche e lavori originali svolti nel proprio ambito, le spese derivanti sono a carico dei propri bilanci.

Sempre ai sensi dell’art. 70, due esemplari della pubblicazione devono essere conservati presso la struttura interessata e tre presso una biblioteca universitaria.

Che cosa è il contratto di edizione?
Il contratto di edizione viene definito dalla legge come il contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe l’opera dell’ingegno.
L’autore è colui che ha creato l’opera, ma non si può occupare di tutta la parte attinente alla pubblicazione: impaginazione, stampa, numero ISBN, deposito, copertina, distribuzione e vendita ed altro.

Per questo la figura dell’editore è necessaria nel processo di creazione, distribuzione e vendita di un’opera scritta.

Da notare che la legge prevede e regola solo il contratto di opera a stampa, ma non quello per l’edizione elettronica. Pertanto le parti sono libere di stabilire le clausole (scritte) più idonee.

FUP ha pertanto predisposto una serie di contratti per la edizione elettronica, cercando di conciliare le esigenze degli autori della Università di Firenze, dei quali è al servizio, con quelle di un editore quale è.

Come posso usare un’immagine presa da Internet?
Occorre premettere che quasi sempre le immagini presenti sulla Rete sono ottimizzate per la visualizzazione "a schermo", ovvero hanno una risoluzione troppo bassa, meno di un terzo di quella necessaria per la stampa.

Non è facile definire quale legislazione si applichi a Internet; supponendo che si applichi la legge Italiana, la questione ritorna sul contenuto della foto.

La distinzione di fondo è fra foto artistiche e mere foto.

La foto artistica è protetta (diritti economici) per 70 anni fin dopo la morte dell’ autore (i diritti morali non scadono). Non è chiara la definizione di “foto artistica”. Per semplificare, possiamo definirla come la foto con cui l’autore (fotografo) esprime una sua creazione. Si tratta quindi di una foto in cui il fotografo “mette in posa le persone” o “crea situazioni che altrimenti non si sarebbero verificate”.

Le mere foto, invece, si dividono in varie tipologie (art. .87 l.d.a.):
  • foto o immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale;
  • foto o immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita sociale;
  • foto di opere d’arte;
  • i fotogrammi delle pellicole cinematografiche.

Tali foto sono protette fino a 20 anni dalla produzione della foto a condizione che riportino le seguenti indicazioni (art. 90 l.d.a.):

1. il nome del fotografo, o, nel caso previsto nel primo capoverso dell’art. 88, della ditta da cui il fotografo dipende o del committente;
2. la data dell’anno di produzione della fotografia;
3. il nome dell’autore dell’opera d’arte fotografata (nel caso in cui si tratta di opera d’arte).

Se non sono riportate tali indicazioni la loro riproduzione non è considerata abusiva e non sono dovuti i compensi relativi (art. 90 l.d.a.).

In generale, se si vuole usare una foto presa da internet si dovrebbero guardare le disposizioni di “copyright” o i “disclaimer” del sito.
Nei casi dubbi si può richiedere una autorizzazione al gestore del sito, anche con una semplice e-mail.
In ogni caso sarebbe opportuno citare la fonte.

Quanto durano i diritti di utilizzazione economica dell’opera?
  • Regola generale: 70 anni dalla morte dell’autore;
  • opere in comunione: 70 anni dalla morte dell’ultimo coautore sopravvissuto;
  • opere drammatico musicali, coreografiche e pantomimiche: 70 anni dalla morte dell’ultimo coautore sopravvissuto;
  • opere collettive: 70 anni dalla prima pubblicazione dell’opera come un tutto;
  • opere anonime o pseudonime: 70 anni dalla prima pubblicazione dell’opera;
  • amministrazioni dello Stato: 20 anni dalla prima pubblicazione;
  • opere pubblicate per la prima volta dopo la morte dell’autore: 70 anni dalla morte dell’autore;
  • opere cinematografiche: 70 anni dalla morte dell’ultimo coautore;
  • opere fotografiche: 70 anni dalla morte dell’autore.
Scaduti i diritti di utilizzazione economica, l’opera è di pubblico dominio.

Come avviene il trasferimento dei diritti di utilizzazione economica dell’opera?
Il trasferimento dei diritti di sfruttamento economico può avvenire sia attraverso gli ordinari strumenti disciplinati dal codice civile: vendita, locazione, usufrutto e uso dell’opera, ecc., sia mediante i contratti specificamente disciplinati dalla l.d.a.: contratto di edizione, rappresentazione ed esecuzione.

La legge sul diritto di autore all’art. 110 stabilisce che la trasmissione dei diritti di utilizzazione deve essere provato per iscritto. Ciò per prevenire eventuali controversie fra le parti circa l’oggetto della cessione, tenuto conto delle molteplici facoltà contenute nel diritto esclusivo dell’autore.

Se la cessione avviene senza specificare nell’atto scritto quali facoltà si intende trasferire toccherà poi all’autore dimostrare di avere trasmesso alcuni diritti e non altri.

Cosa si intende per opera collettiva?
Le opere collettive sono quelle costituite dalla riunione di opere o di parti di opere, che hanno carattere di creazione autonoma (ad esempio, enciclopedie, giornali, riviste, dizionari, antologie).

Chi è l’autore dell’opera collettiva?
Autore dell’opera collettiva è colui che ha organizzato e diretto la creazione della stessa, quindi il soggetto che ha esercitato funzioni di pianificazione e coordinamento del lavoro, di scelta e coordinamento dei contributi, decisionali e direttivi.

Più precisamente nell’ambito dell’opera collettiva possono individuarsi tre categorie di soggetti, titolari di distinti diritti di autore:

1. il soggetto che organizza e dirige la creazione dell’opera stessa che ne è considerato autore;
2. l’editore al quale spettano i diritti di utilizzazione economica dell’opera collettiva;
3. infine gli autori dei soli contributi, cui spettano i diritti esclusivi su tali opere.
Collaboratore è colui che esplica una attività funzionale alla realizzazione dell’opera apportando il proprio contributo creativo.

Quali sono i diritti del collaboratore dell’opera collettiva?
Collaboratore è colui che esplica una attività funzionale alla realizzazione dell’opera apportando il proprio contributo creativo.

Per quanto riguarda i diritti spettanti al collaboratore occorre distinguere:
  • egli è sempre titolare di un proprio diritto morale posto a tutela della sua personalità artistica e intellettuale;
  • per quanto riguarda invece i diritti a contenuto patrimoniale, il collaboratore può utilizzare la propria opera (cioè la parte individuale che concorre a formare l’opera collettiva) riproducendola in estratti separati o raccolti in volume, purché indichi l’opera collettiva dalla quale è tratta e la data di pubblicazione.

Cos’è l’opera in comunione?
L’opera in comunione è quella creata con il contributo indistinguibile ed inscindibile di più persone (per esempio: un articolo scritto in collaborazione) e ciò la differenzia dall’opera collettiva in cui invece i singoli apporti creativi mantengono la loro individualità.
In tali casi il diritto d’autore appartiene in comune a tutti i coautori.

Banca dati. Che cos’è e norme di tutela giuridica
Il numero 9 dell’art. 2 della 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni specifica: “Le banche di dati di cui al secondo comma dell’articolo 1, intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo. La tutela delle banche di dati non si estende al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti esistenti su tale contenuto”.

Colui che è autore della struttura della banca dati vede nascere a suo favore una serie di diritti da lui gestibili in modo autonomo, e svincolato, da quelli che appartengono ad altri soggetti (autori, inventori etc.) di eventuali contenuti preesistenti, o anche di contenuti appositamente creati per l’autore della base dati che realizza la compilazione.

Inoltre la legge sul diritto d’autore riconosce un cosiddetto:”diritto sui generis”, che non è vero e proprio diritto d’autore ma che riserva comunque una privativa a favore del costitutore di una banca di dati, ovvero chi effettua investimenti rilevanti per la costituzione di una banca di dati o per la sua verifica o la sua presentazione, impegnando, a tal fine, mezzi finanziari, tempo o lavoro.

Quindi su di una stessa banca dati possono coesistere contemporaneamente vari soggetti titolari del diritto:
  • autore della banca dati;
  • autore del contenuto della banca dati;
  • editore della banca dati (a cui l’autore della banca dati ha ceduto i diritti);
  • costitutore della banca dati.

Il diritto di autore viene applicato a quelle basi dati considerate originali, ovvero nelle quali è riscontrabile la presenza di una effettiva creatività, da intendersi come originalità nella disposizione dei dati e il riconoscimento di questa tutela viene affiancato anche dall’ulteriore protezione dei rilevanti investimenti economici, necessari per la realizzazione di una compilazione.

Ad esempio, per una banca dati sulla letteratura italiana realizzata da vari collaboratori della Università di Firenze edita dalla FUP:
  • vi sarà un autore che raccoglie, sceglie ed organizza tutto il materiale;
  • vi saranno gli autori delle singole opere raccolte, cui bisogna chiedere il permesso, a meno che le opere non siano di pubblico dominio, o rientrino nelle eccezioni di cui agli articoli 65 e seguenti l.d.a.;
  • vi sarà il diritto della FUP (in base al contratto di edizione);
  • l’Università avrà un diritto “sui generis” nel caso in cui avesse fatto investimenti rilevanti per la realizzazione di questa banca dati.
Un sito Internet può essere considerato una opera protetta nel senso inteso dalla legge sul diritto d’autore?
Sì, a tutti gli effetti.
Naturalmente il sito deve essere originale. Inoltre dobbiamo distinguere il diritto sull’intero sito da quello delle singole parti che lo compongono quali: grafica, testi, foto ed altro.

Quali norme regolano le banche dati?
La legge 22 aprile 1941, n. 633, legge sul diritto di autore non regolava questa materia, per cui si è sentita la necessità dopo circa sessanta anni dalla sua promulgazione di dotarsi di norme certe per salvaguardare l’interesse a tutelare le raccolte di dati, informazioni, opere, ecc. Il d. lgs. 6 maggio 1999 n. 169 in “Attuazione della Direttiva 96/9/CE relativa alla tutela giuridica delle banche di dati” modifica la legge 22 aprile 1941, n. 633 e tutela le banche di dati con una disciplina simile, ma non identica a quella del diritto di autore tradizionale.

Banca dati. Titolarità e oggetto della protezione
In via originaria il nostro Ordinamento riconosce all’autore persona fisica i diritti morali ed economici salvo quanto disposto dall’art. 12-bis l.d.a.: “Salvo patto contrario, il datore di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del programma per elaboratore o della banca di dati creati dal lavoratore dipendente nell’esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro”, mentre il diritto morale [inalienabile e imprescrittibile] della persona fisica che ha creato la banca dati appartiene all’autore.

Titoli consigliati

Per Enza Biagini

Brettoni, Augusta; Pellegrini, Ernestina; Piazzesi, Sandro; Salvadori, Diego