Questa interpretazione innovativa degli scritti di Antonio Gramsci mette in risalto l’influenza duratura delle opere lette in gioventù (fra cui i Ricordi di Marco Aurelio e la Divina Commedia) e di altre importanti esperienze formative: un dibattito nel 1912 sulla fede socialista e l’organizzazione nel 1917 di un Club di vita morale.
Inoltre, individua e affronta argomenti centrali della riflessione gramsciana, fili conduttori che uniscono gli scritti giovanili ai Quaderni del carcere: la libertà intesa come valore fondamentale, un diritto (basato sul benessere collettivo, sull’uguaglianza economica e sociale) di realizzarsi come persona; il suo impegno didattico; lo studio ‘disinteressato’ inteso come atto di liberazione personale; la trasformazione del senso comune ereditato in buon senso razionale; l’etica; la sua incessante lotta per liberare tutti da ogni forma di dominio e il suo desiderio di orientare il corso della storia in una direzione positiva.