Questo volume analizza la gestione del rischio e l'insolvenza in Europa dal XIII al XVIII secolo, esplorando il rapporto tra norme giuridiche e pratiche quotidiane.
L'indagine si estende oltre i mercanti per includere produttori e proprietari terrieri, integrando agricoltura, manifattura e finanza. Al centro dello studio vi sono i quadri istituzionali e i modi in cui le autorità locali e sovrastatali regolavano il fallimento finanziario.
Particolare attenzione è dedicata alle strategie di risoluzione dei conflitti e ai modelli socioeconomici che consentivano la ripresa dell'attività economica dopo il collasso finanziario. Attraverso un'ottica comparativa, il lavoro riflette sul ruolo dello Stato e sui legami tra insolvenza e moralità economica nel mondo premoderno.