Questo libro esplora una delle campagne più ambiziose della Monarquía Hispánica: l'«invasione» degli altari mediante un numero inedito di santi cattolici. Tra il 1500 e il 1700, più della metà dei santi canonizzati dal papa proveniva da Spagna e dai suoi domini d'oltremare.
Sebbene la storiografia abbia suggerito
che ciò evidenziasse uno squilibrio di potere tra Spagna e Santa Sede,
quest'opera propone una lettura più dinamica. Rivelando inedite reti di scambio
stabilite tra Spagna, Italia e Indie Occidentali per il flusso di capitali
devoti, il lavoro dimostra che la santificazione di massa di candidati ispanici
promosse una narrativa culturale che rafforzò l'egemonia spirituale della
Spagna nel mondo cattolico, legittimando così il suo dominio politico a livello
globale.